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24 settembre 2006 - 23:02

Cinema

Il mercante di pietre

un film cosi cosi

Il mercante di pietre: giudizio contrastante. In alcuni punti schietto e realista, deboluccio e scontato in altri (come il fatto di utilizzare una donna, che in realtà per quell'attentato non gli serviva per niente). Ha il merito di aver fatto vedere alcune scene della lapidazione di due poveri disgraziati (cosa che si era già visto, MA SOLO su internet...) E poi la solita visione romantica e letteraria dell'"amore" che redimerebbe e farebbe aprire gli occhi al protagonista: sfortunatamente, nella realtà, NON possiamo contare che tutti i kamikaze si innamorino perdutamente di un qualche paio di gambe.... dimostrazione di come non si vuole capire fino in fondo quello che realmente è lo "jahad" - Lapidario uno dei protagonisti: "La cosa tragica è che non abbiamo ancora visto tutto". -
Il guaio di fondo è che, nonostante alcuni concetti forti espressi nel film, manca il necessario realismo per guardare in fondo al pozzo. Martinelli per quanto coraggioso, cade nella solita illusoria SPERANZA che l'amore, la passione, possa redimere, salvare anche chi fa kamikaze. Di trovare il bene anche in fondo all'inferno.
Ed è ridicolo. basta vedere come vengono fanatizzati, indottrinati ed in seguito venerati persino da chi li ha messi al mondo: LE LORO STESSE MADRI. E tribalmente intitolando loro strade ed edifici....
Questo è ciò che non abbiamo il coraggio di guardare...