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24 ottobre 2006 - 0:11

Cultura

Il discorso dell'odio

di Andre Glucksmann

Il discorso dell’odio.

Questo è un testo fondamentale per fare alcune analisi su un tema così attuale. Partendo dal mito greco di Medea che arriva a uccidere i propri figli per vendicarsi del marito, amplia la riflessione fino a comprendere il terrorismo di oggi, l’antisemitismo, lo jihadismo stragista.

In un pensiero direi che il punto nodale si può riassumere in: l’odio non ha bisogno di ragioni, basta a se stesso, si autoalimenta. Giudica senza sapere, condanna senza pensare.

Contrariamente al comune pensare che ritiene l’odio “una reazione” ad un torto subito, questa analisi mostra chiaramente come la cosa può esistere SENZA un reale fondamento, perché è l’odio stesso che è la ragione di tutto. Ecco perché spaventa cosi tanto, perché annichilisce così profondamente le menti razionali e disposte alla comprensione. La furia cieca eppure lucida sgomenta per questa sua “irrazionalità” soprattutto quando manca una vera ragione di fondo e quindi QUALSIASI RAGIONE va bene pur di sfogare la propria rabbia. Ecco perché sono così pericolosi quelli che seminano odio e che spesso si rifugiano dietro la “libertà di opinione”.

Perché hanno la possibilità di armare la lucida follia.